lunedì 10 aprile 2017

Shopping a Parigi!














































Sono andata a Parigi la prima volta ormai nove anni fa, dove ho trascorso il mio primo San Valentino con l’allora fidanzato, poi diventato mio marito.
In quell’occasione avevamo a disposizione pochi giorni e li abbiamo trascorsi facendo le tappe obbligate del turista: Tour Eiffel, Museo del Louvre, Notre Dame, Sainte Chapelle..insomma, il pacchetto completo.
Nota dolente è che ci siamo un po’ persi l’ “atmosfera parigina”, che secondo me si può veramente apprezzare perdendosi per le strade della città senza avere una tabella di marcia serrata come l’avevamo noi.
Mi è capitato di ritornarci qualche settimana fa, e visto che il tour turistico lo avevamo già completato, abbiamo potuto dedicarci ad ammirare Parigi al di là dei suoi musei e monumenti storici.
Visto che per alcuni giorni avevo la possibilità di prendermi qualche ora solo per me, ho colto l’occasione per dedicarmi a quello che preferisco, ovvero, shopping di cibo e attrezzatura da cucina!
Facendo qualche ricerca su internet avevo già in agenda alcuni punti di interesse da andare a vedere. Nel caso aveste anche voi la mia stessa passione e avete occasione di andare a Parigi vi riporto qualche posticino in cui vale la pena fare una visita.
Se cercate articoli da cucina, la zona intorno a Rue Montmartre è è da non perdere, perché qui si concentrano almeno quattro negozi piuttosto notevoli.
Prima tappa che consiglio e in cui ho lasciato un pezzo di cuore, oltre che del portafoglio, è E. Dehillerin, in rue Coquillière 18. Si tratta di uno dei più vecchi negozi di articoli da cucina di Parigi, aperto nel 1820. Appena si entra si percepisce subito la sua storia: pavimento in parquet che scricchiola sotto i vostri passi, scaffali altissimi pieni zeppi di pentole di ogni forma e dimensione, ma anche di coltelli da cucina, stampi per dolci e cioccolatini e tutto quello che vi può passare per la mente.
























Credo di averci passato lì un'ora buona, curiosando tra i vari ripiani e cercando di scegliere che cosa portarmi via. Alla fine ho comprato uno stampo in silicone per i canneles de Bordeaux, degli stampi in alluminio per brioches e uno per i financier.
Altro negozio di articoli da cucina che ho trovato utile è Mora, in Rue Montmartre 13. Hanno una ampia scelta per quanto riguarda l’attrezzatura di pasticceria, con una varietà davvero impressionate di stampi in silicone per dolci, biscotti e cioccolatini, oltre ad avere gli stampi classici in rame per i Canneles.
Io lì ho preso un taglierino da panettiere e, come souvenir, una sac a poche con il logo del negozio.
Sempre nella stessa zona c'è anche Simon, in rue Montmartre 48. Molto fornito, soprattutto di stoviglie in ceramica, non mi ha però convinto molto, nonostante debba godere di ottima fama, vista la folla di turisti. Forse il fatto di averlo visitato subito dopo Dehellierin ha giocato a suo sfavore.
Infine c’è anche La Bovida, in rue Montmartre 36. Molto carino, soprattutto il primo piano, ma l’ho trovato un po’ caro.

Se invece siete alla ricerca di qualche souvenir commestibile vi consiglio di fermarvi da Detou, in rue Tiquetonne 58. Una vecchia dogheria che, come suggerisce il nome, ha un po’..di tutto!


















Cioccolata di vario tipo, aromi, spezie, frutta essiccata, biscotti, dolci…il paradiso. Lì ho fatto incetta di vasetti di senape: al pan d’epice, alle noci e al pepe verde. Ho poi trovato i famosi biscotti rosa di Reims e il sale grigio di Guerande. Infine, ho fatto scorta di zucchero perlato per le gauffre…introvabile in Italia e difficilissimo da trovare al di fuori del Belgio, non potevo credere di averlo finalmente ritrovato!
Per chi invece vuole portarsi a casa un po’ di formaggi francesi, vi consiglio la Fromagerie Vacroux, in rue Daguerre 5. Ha prodotti caseari di ogni regione di Francia e, cosa molto importante, può mettere i vostri acquisti sottovuoto, essenziale se viaggiate in aereo e non volete far sapere a tutto l’aeroporto che avete comprato del formaggio!
Infine, per gli amanti del cioccolato e dei dolci in generale, non posso che consigliarvi la Confiserie Epicerie Fine “A la Mere de Famille”, la più antica cioccolateria di Parigi. Ci sono vari negozi sparsi per la città, noi siamo entrati in quello “storico”, in rue du Faubourg Montmartre 35, fondato nel 1761. 













































Ne siamo usciti con una tavoletta di cioccolato fondente all’arancia, ma è stato arduo non portarsi a casa altro! L’articolo che ci ha più colpiti? L’ananas intero candito!
Tra l’altro hanno pubblicato un libro con le ricette di molti dei dolci che vendono, ne esiste anche una versione in italiano.

Queste sono state le mie scoperte in questo ultimo viaggio parigino. Se avete in programma di andare a Parigi, mi raccomando, fate lunghe passeggiate senza troppa fretta e...buono shopping!

lunedì 13 marzo 2017

Pull-apart bread ai fichi e gorgonzola




















































Prima che la primavera inizi a fare davvero sul serio e la giornate comincino a diventare troppo calde per questo pane dal gusto “robusto” credo sia meglio postarne la ricetta, così magari potete ancora assaggiarlo durante le serate ancora un po’ fresche di questo metà marzo.
Quando ho visto questo pull-apart bread sul numero di Jamie Magazine è stato amore a prima vista, e il weekend successivo avevo già le mani in pasta. Ho adattato la ricetta per poter usare il lievito madre. Il risultato non mi ha deluso e il pane è risultato morbido e fragrante.
  
Pull-apart bread con fichi e gorgonzola 
(tratto dal Jamie Magazine, n.73,  e modificato da me)

Per il pane:

112 g di pasta madre rinfrescata
213 g di latte tiepido
1 cucchiaio di miele
1 uovo grande
300 g di farina 0
150 g di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
50 g di burro morbido

Per la farcitura:

1 testa d’aglio
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 cipolle, pulite e tritate
2 rametti di rosmarino
200 g di fichi secchi, tritati grossolanamente
250 g di gorgonzola, senza mascarpone

Preriscaldare il forno a 190°C. Mettere la testa d’aglio su un teglia con della carta da forno e cospargere con un cucchiaio di olio. Infornare per 30 minuti o finchè l’aglio si sarà ammorbidito. Lasciar raffreddare e schiacciare ogni spicchio in modo da far uscire la polpa che verserete su una ciotola. Tenere da parte.
In una pentola far soffriggere le cipolle tritate con i restanti due cucchiai di olio e le foglie di un rametto di rosmarino tritate finemente. Cuocere a fuoco basso finchè le cipolle saranno caramellate. Aggiungere i fichi, mescolare e lasciar raffreddare. Tenere da parte.

In una ciotola capiente far sciogliere la pasta madre con il latte e il miele. Aggiungere quindi l’uovo leggermente sbattuto e mescolare. Versare nella ciotola le farine e impastare leggermente. Aggiungere quindi il sale e continuare a impastare finchè l’impasto non sarà ben amalgamato. Aggiungere quindi il burro morbido a fiocchetti, poco alla volta e continuare a impastare finche l’impasto non sarà ben elastico e non troppo appiccicoso.
Mettere su una teglia coperta con della pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Riprendere l’impasto e impastarlo brevemente in modo da sgonfiarlo. Stenderlo su una superficie leggermente infarinata formando un rettangolo di circa 30x40 cm. Tagliarlo in 6 parti uguali per il senso della lunghezza e in altrettante parti per il senso della larghezza, in modo da ottenere 24 rettangoli.
Spalmare su metà di ogni rettangolo un po’ di crema di aglio e cospargervi sopra un po’ del composto di cipolla e fichi. Completare disponendovi sopra un po' di gorgonzola. Chiudere ciascun rettangolo su se stesso e disporli su una teglia foderata di carta forno uno di fianco all’altro, con l’apertura rivolta verso l’alto. Cospargere infine le foglie del restante rametto di rosmarino sul pane. Chiudere la teglia in un sacchetto, o coprire con un canovaccio e lasciar lievitare nuovamente fino quasi al raddoppio.
Preriscaldare il forno a  200°C.
Togliere il sacchetto o il canovaccio. Spennellare il pane con un po’ di latte e infornare per circa 40 minuti, o finchè il pane sarà dorato. Togliere dal forno, servire tiepido.
 

giovedì 26 gennaio 2017

Biscotti all'arancia
















































Questi biscotti sono tanto facili da fare quanto buoni. Li ho provati qualche settimana fa per regalarli a Natale alla mia famiglia. Trovo infatti che, con il loro deciso profumo all’arancia, ben si adattino al clima delle festività natalizie. Comunque niente vieta di mangiarli anche dopo l’Epifania!
A me sono piaciuti così tanto che sono diventati tra i miei biscotti preferiti!
 
Biscotti all’arancia 
(ricetta tratta da “The Italian Baker”,  di Melissa Forti)

150 g di burro morbido
100 g di zucchero
un pizzico di sale
1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere
 la scorza grattugiata di 1 arancia
1 tuorlo
250 g di farina 00

Per la decorazione:
1 tuorlo
80 g di zucchero di canna demerara

In una ciotola grande montare il burro insieme allo zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso. Versare quindi il pizzico di sale, la noce moscata, la scorza d’arancia, il tuorlo e continuare a montare. Aggiungere infine la farina e, con l’aiuto delle mani, impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferire l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata e creare un cilindro di circa 15 cm di lunghezza. Avvolgere nella pellicola e lasciar riposare per almeno 1 ora (o anche tutta la notte).
Preriscaldare il forno a 200°C.
Togliere la pellicola e spennellare il cilindro con il tuorlo. Cospargere infine tutta la superficie con lo zucchero demerara. Tagliare il cilindro a fettine sottili (di circa mezzo cm) e disporre i biscotti ben distanziati fra loro su una teglia foderata di carta oleata.
Infornare per circa 10-15 minuti o finchè i bordi dei biscotti saranno leggermente dorati. Toglierli dal forno e lasciarli raffreddare sulla teglia.
 

giovedì 5 gennaio 2017

Il mercato di Rialto

Amo Venezia alla follia. Credo sia questa la frase più adatta per iniziare. La visito almeno una volta l’anno e ogni volta scopro scorci e particolari mai notati prima. E’ una città che non mi annoia mai!
Durante queste vacanze abbiamo esplorato la zona di Rialto, per visitare il famoso mercato ittico e fotografare i venditori, il via vai di gente tra i banchi, e ovviamente il pesce, ça va sans dire!
Il mercato di Rialto è antichissimo, i suoi riti si ripetono ogni giorno da almeno mille anni. L’edificio è stato più volte rimaneggiato, la gente è diversa, ma lo spirito resta sempre lo stesso, e non fatico a immaginare le persone che centinaia di anni fa animavano questo posto compiendo gli stessi gesti che vediamo oggi: il vociare dei venditori che richiamano la gente, i pescatori in disparte che puliscono il pesce, i compratori che osservano attenti la merce. Tutto questo a pochi passi dal Canal Grande.
Ma il mercato di Rialto non è solo il mercato del pesce. Nel Campo de la Pescheria infatti non mancano i banchi di frutta e verdura, dove i prodotti vengono esposti in bell’ordine per attirare i passanti. E visto che ci siamo, perché non regalare (o regalarsi) anche un mazzo di fiori freschi da portare a casa?
Dopo tutto questo girare d’obbligo fermarsi per uno spuntino, magari da accompagnare con un bicchiere di vino, al vicino “Al Mercà”, un piccolissimo bacaro che offre dei panini favolosi. Quello al tonno, radicchio e cren resta ancora nei miei pensieri!
Se passate per Rialto, andate di buon mattino a visitare questo posto, dove si può ancora ammirare l’anima autentica della città e dei suoi abitanti.






























































































































































martedì 13 dicembre 2016

Lussekatter














































Oggi è il giorno di Santa Lucia e in alcune zone d’Italia il 13 Dicembre è importante tanto quanto il 25. Nella notte tra il 12 e il 13, infatti, Santa Lucia passa di casa in casa per distribuire doni ai bambini, così come fa Babbo Natale la notte della vigilia!
Dove abito io questo giorno non si festeggia in modo particolare, ma da quando conosco mio marito, che è di Verona, ho imparato a conoscere e a considerare questo come un giorno speciale…anche perché puntualmente Santa Lucia lascia al suo passaggio un cesto pieno di cioccolatini e biscotti di pasta frolla!
Quest’anno ho voluto festeggiare a modo mio con questi panini dolci svedesi. In Svezia, così come negli altri paesi scandinavi, il giorno di Santa Lucia è particolarmente sentito e la mattina del 13 la figlia maggiore di ogni famiglia, vestita di bianco e con in testa una corona di biancospino e delle candele, offre agli adulti di casa del caffè e questi dolcetti tipici, chiamati Lussekatter.

Questa mattina non mi sono messa una veste bianca, né tantomeno ho indossato una corona di candele, ma mi sono divertita comunque a preparare e a offrire ai miei cari questi dolci allo zafferano!

Lussekatter (per 24 panini)

2 bustine di zafferano in polvere
1 cucchiaio di vodka
2 bustine (14 g) di lievito di birra secco
200 g di zucchero
300 ml di latte
1 uovo
200 g di burro
1 cucchiaino di sale
750 g di farina
48 acini di uvetta

Per la spennellatura finale:

1 uovo e 2 cucchiai di acqua

Far sciogliere lo zafferano nella vodka.
In una ciotolina a parte mescolare qualche cucchiaio di latte con il lievito di birra e lasciar agire per 10 minuti.
Far sciogliere il burro e aggiungerlo al latte rimanente.
In una ciotola capiente versare la farina, aggiungere il lievito, lo zucchero, il latte con il burro e lo zafferano sciolto nella vodka. Mescolare leggermente e aggiungere infine il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire con un canovaccio umido e lasciar riposare fino al raddoppio del volume.
Dividere l’impasto in 24 parti uguali. Con le mani creare dei cilindri di circa 10 centimetri. Coprire e lasciar riposare per 10 minuti. Riprendere ciascun cilindro e allungare l’impasto fino ad arrivare a una lunghezza di circa 20 cm. Arrotolare una delle estremità su sé stessa fino a arrivare a metà della lunghezza del cilindro. Arrotolare anche l’altra estremità su sé stessa, ma dalla parte opposta alla precedente, arrivando anche in questo caso alla metà della lunghezza del cilindro. Si otterrà così una specie di esse.
Procedere così per tutti gli altri cilindri. Disporre i panini su una teglia foderata di carta forno, ben distanziati tra loro. Per ogni panino disporre al centro delle due “chiocciole” un acino di uva passa. Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Preriscaldare il forno a 220°C.
Spennellare ciascun panino con l’uovo leggermente sbattuto insieme a 2 cucchiaio di acqua.
Infornare e lasciar cuocere per circa 5 minuti, o finchè la superficie dei panini sarà ben dorata.T
Togliere dal forno e lasciar raffreddare su una grata.
 

martedì 15 novembre 2016

Pane al miglio soffiato e semi di papavero


E’ passato un po’ di tempo dall’ultima ricetta di pane. Nonostante continui a rinfrescare la mia pasta madre ogni settimana, negli ultimi tempi non riuscivo più a panificare, oppure mi limitavo a preparare una veloce focaccia.
Con l’arrivo della stagione più fredda, complici anche i weekend di pioggia, sono riuscita a trovare un po’ di tempo anche per coccolare il mio lievito e dargli la possibilità di esprimersi in preparazioni un po’ più originali!
Una dei primi pani che ho sfornato è questo con i miglio soffiato e semi di papavero, molto soffice e con un sapore di “tostato”, dato dal miglio. L’unica pecca è che si è volatilizzato in un paio di giorni!! 

Pane al miglio soffiato e semi di papavero
(ricetta tratta da “Pasta Madre”, di Riccardo Astolfi, e modificata da me)

150 g di pasta madre rinfrescata
250 ml di acqua tiepida
500 g di farina 0
50 g di miglio soffiato
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiaini di sale

Far sciogliere la pasta madre nell’acqua. Aggiungere metà della farina e cominciare a impastare. Versare poi il miglio soffiato e i semi di papavero , la restante farina e continuare a lavorare l’impasto. Aggiungere per ultimo il sale e impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
Trasferire su una ciotola, sigillata con della pellicola, e far lievitare fino al raddoppio di volume. Riprendere l’impasto e stenderlo formando un rettangolo. Piegare in tre, ruotare di 90 gradi e stendere di nuovo a formare un rettangolo. Piegare di nuovo in 3. Formare un filoncino e trasferirlo su una teglia o uno stampo da plum cake foderati di carta forno. Lasciar lievitare per un paio d’ore.
Preriscaldare il forno a 250°C.
Infornare il pane e cuocere per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e cuocere per altri 30 minuti o fino a quando sarà ben dorato.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare su una grata.
 

martedì 1 novembre 2016

Cucina regionale: gli "nZuddi"





















































Alla fine di Ottobre mi piace preparare dei biscotti tipici di questo momento particolare dell’anno, in cui si ricordano le persone che ormai non ci sono più. Un periodo così tanto sentito che in ogni regione si trova una ricetta tipica che lo commemori.
Negli anni passati ho provato le fave dei morti, in versione veneziana e laziale, le ossa di morto e questa volta mi sono cimentata negli “nZuddi”. Questi biscotti catanesi prendono il loro nome da Vincenzo, “nZuddu”, in siciliano, perché originariamente questi biscotti venivano preparati dalle suore Vincenziane di Catania.
Sono dei biscotti morbidi e profumati, perfetti da accompagnare con una tazza di tè o, visto il periodo, di vin brulè.
 
“nZuddi” (per circa 30 biscotti)

500 g di farina
300 g di zucchero
5 g di ammoniaca per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
100 g di burro morbido
2 uova
60 ml di Marsala (io l’ho sostituito con del Passito)
Mandorle intere tostate q.b.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Mescolare con un cucchiaio la farina insieme allo zucchero, alla cannella e all’ammoniaca. Aggiungere quindi il burro tagliato a piccoli pezzi , le due uova e il Passito. Impastare con le mani fino ad ottenere un composto compatto (nel caso l’impasto fosse troppo secco aggiungere un po’ di Passito).
Creare delle palline delle dimensioni di una noce e disporle, ben distanziate fra loro, su una teglia foderata di carta oleata. Disporre sopra ogni pallina una mandorla intera e premere leggermente.
Infornare per circa 12 minuti o finchè i biscotti saranno dorati in superficie. Togliere dal forno e lasciar intiepidire prima di togliere i biscotti dalla teglia.
 

giovedì 6 ottobre 2016

Banana bread


















































Non potevo trovare momento migliore per questo banana bread. Un comfort food per eccellenza che aiuta ad affrontare meglio le nuvole grigie di queste giornate ormai davvero pienamente autunnali. E’ arrivato il momento di tirare fuori i plaid e i calzettoni per le sere più fredde e di accendere qualche candela, che crea l’atmosfera!
Ho finalmente ripreso dalla mensola della cucina la mia pentola in cotto per inaugurare la stagione delle zuppe e vellutate di verdure… e la cioccolata calda comincia pian piano a farsi spazio tra i miei pensieri!!
Questo banana bread accompagnerà le vostre colazioni e merende proprio in queste giornate, in cui si ha bisogno di un po’ di coccole in più. Mangiato tiepido poi è davvero il massimo.  

Banana bread  (per uno stampo da plumcake da 11x30 cm)
(ricetta tratta da “Apples for jam” di Tessa Kiros e leggermente modificata da me)

125 g di burro
180 g di zucchero di canna
350 g di banane molto mature
2 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
un pizzico di sale
250 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
3 cucchiai di latte di riso

Preriscaldare il forno a 180°C.

Montare insieme il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Con una forchetta ridurre in purea le banane e aggiungerle al burro insieme alle uova, l’estratto di vaniglia, la cannella e il pizzico di sale. Mescolare bene. Setacciare la farina con il lievito e poi versarla nell’impasto continuando a mescolare. Versare nel latte il bicarbonato e infine aggiungerlo al composto. Amalgamare fino ad ottenere un impasto uniforme. Versare nello stampo precedentemente foderato di carta oleata.
Infornare per 50 minuti o finchè uno stuzzicadenti infilato all’interno del dolce ne uscirà pulito.
 

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