Eccomi qui!! Finalmente dopo tanto tempo sono tornata! I mesi appena trascorsi sono stati bellissimi e intensi: matrimonio, viaggi di nozze, casa da sistemare… di sicuro non ci siamo annoiati. Purtroppo in tutto questo il blog è stato un po’ trascurato, ma spero di riuscire a trovare finalmente un po’ di tranquillità per ridare a questo mio diario un po’ più di regolarità! Devo dire che mi è mancato molto il rituale del preparare una ricetta, fotografarla e poi postarla sul blog e non vedevo ormai l’ora di ricominciare.
L’arrivo dell’autunno si sa, è quasi come un nuovo inizio dopo i ritmi più rilassati dell’estate. Cominciamo quindi un nuovo capitolo!
Era da un po’ che avevo voglia di un dolce al cocco. Non avevo bene idea di che dolce fare ma sapevo che il cocco doveva esserne l’indiscusso protagonista. Così, complice anche il fatto di avere degli albumi da usare (ebbene sì, ancora!) ho pensato di fare dei macaron al cocco. Semplici, veloci e buonissimi, proprio le ricette che piacciono a me!
Quasi sicuramente state pensando che con le temperature che veleggiano intorno ai 30° è molto difficile anche solo immaginare di accendere il forno. La mia voglia di biscotti però poco si cura del caldo afoso di questi giorni e non cenna minimamente ad esaurirsi, anzi!
E così ecco fatti questi biscotti a base di meringa, perfetti per utilizzare albumi avanzati da qualche preparazione precedente, cosa che a me succede molto spesso, in particolare quando preparo della pasta frolla.
E mentre sgranocchio questi biscotti penso a pianificare i prossimi impegni.
Sono giorni un po’ particolari questi, che si dividono tra scadenze di lavoro e preparativi per il mio matrimonio. Eh sì, a Luglio mi sposo e non so decidere se sono più felice o nervosa…più probabilmente sono un misto equo di entrambi :)!
Mentre mi barcameno tra parrucchiera, fotografo, bomboniere, prove vestito e fiorista, per le prossime settimane mi si prospetta un agenda che sembra molto simile a un piano di battaglia!
Spero di sopravvivere e di non affogare in un mare di tulle!
Ho assaggiato per la prima volta i lamingtons proprio nella loro patria, in Australia, in una caffetteria di un piccolo paese vicino a Perth. All’epoca non sapevo fosse un dolce della tradizione ma mi era subito piaciuto per la sua semplicità, un Pan di Spagna ricoperto di cioccolato cosparso di cocco essiccato. Oggi, grazie alla sfida della Daring Kitchen proposta da Marcellina, di Marcellina in Cucina, ho voluto provare una delle sue più famose varianti, ovverò il lamington farcito con la marmellata. Si può usare qualsiasi marmellata vi capiti fra le mani, ma credo che quella ai frutti rossi sia la più indicata, perché la sua leggera asprezza ben smorza la dolcezza del cioccolato e del cocco. Io in questo caso ho usato una marmellata di cranberries e zenzero che avevo fatto qualche mese fa e che avevo a disposizione in dispensa.
For the May challenge Marcellina from Marcellina in Cucina dared us to make Lamingtons. An Australian delicacy that is as tasty as it is elegant.
Questo mese, per la sfida della Daring Kitchen, Rachel di pizzarossa e Sawsan di Chef in Disguise ci hanno chiesto di preparare una focaccia. Da quando ho la pasta madre la focaccia per me è diventata un salvavita. Capita infatti che qualche settimana, pur dovendo rinfrescare il lievito, non abbia molto tempo di panificare. Così, piuttosto che rinfrescare il lievito 'a vuoto', spesso decido di fare una focaccia, che è molto semplice e più rapida di un pane, la cui preparazione mi impiega sempre un paio di giorni. La focaccia più gettonata in casa mia è quella con le olive, ma questa volta ho pensato di cambiare e di optare per dei pomodori e una generosa dose di origano e olio buono.
For the month of April Rachael of pizzarossa and Sawsan of Chef in Disguise took us on a trip to Italy. They challenged us to try our hands at making focaccia from scratch
Sono venuta a conoscenza della Simnel cake solo di recente. Si tratta di un dolce inglese tipico del periodo pasquale, è decorato in superficie con 11 palline di marzapane che simboleggiano gli apostoli...Giuda escluso, per ovvi motivi. L' origine di questa torta affonda le sue radici nel periodo medioevale e veniva inizialmente preparata la domenica di metà Quaresima, che in Inghilterra viene anche chiamata Simnel Sunday, proprio in riferimento a questo dolce. È stato quindi difficile ignorare il fascino di una torta con così tanta storia alle spalle. Infatti dopo pochi giorni la Simnel cake ha fatto capolino nella mia cucina!
Questo mese, per la Daring Kitchen Challenge, Korena, del blog
Korena in the Kitchen, ci ha sfidato a preparare una Tarte Tatin. La storia di
questo dolce è famosa, e mi sta particolarmente a cuore perché è il segno
evidente che gli errori a volte possono tramutarsi in successi inaspettati! In
questo caso l’errore era stato fatto da una delle sorelle Tatin che, dimenticandosi
di mettere la pasta brisee al di sotto di un dolce alle mele, cercò di
rimediare ponendo la pasta al di sopra delle mele ormai caramellate, creando
così un dolce che rese famose le sorelle in tutto il mondo!
Avevo già avuto modo di provare la Tarte Tatin nella
versione classica, con le mele e la pasta brisee. Grazie a questa sfida ho
avuto modo di provare una pasta diversa, una sorta di pasta sfoglia ma più
semplice e veloce da fare. Ho poi sostituito le mele con qualcosa di più
esotico, scegliendo di utilizzare il mango. Sono convinta però che, qualsiasi
frutto si scelga, con la Tarte Tatin si va sul sicuro, sarà comunque
buonissima!
For the March Daring bakers’ challenge, Korena from Korena in the Kitchen taught us that some treats are best enjoyed upside down. She challenged us to make a tarte tatin from scratch.
Adoro le meringhe. Da bambina quando andavo in panificio e
vedevo queste meringhe grandi, dalla forma irregolare e bianchissime, simili a
delle piccole nuvole candide, chiedevo a mia mamma di comprarmene una.
Nonostante gli anni siano passati, le meringhe restano per me una grande
tentazione, a cui molte volte non riesco a resistere. Paradossalmente però non
sono mai riuscita a farle a casa. Mi risultavano o troppo gommose o troppo
scure, non riuscivo a trovare il giusto equilibrio. Così mi sono lanciata il
guanto della sfida: provare a fare delle meringhe perfette. Posso dire di aver
trovato finalmente la giusta tecnica di preparazione e cottura. Credo che la
meringa all’italiana sia quella che più mi va a genio e mi dà i risultati
migliori. Fondamentale è poila cottura
in forno, che deve essere lunga e a bassa temperatura.
Ho anche giocato con gli aromi e i colori per dare un tocco in più alle meringhe. Non le avevo
mai provate con l’aggiunta di spezie o frutta secca, è stata una piacevole
scoperta.