Quasi sicuramente state pensando che con le temperature che veleggiano intorno ai 30° è molto difficile anche solo immaginare di accendere il forno. La mia voglia di biscotti però poco si cura del caldo afoso di questi giorni e non cenna minimamente ad esaurirsi, anzi!
E così ecco fatti questi biscotti a base di meringa, perfetti per utilizzare albumi avanzati da qualche preparazione precedente, cosa che a me succede molto spesso, in particolare quando preparo della pasta frolla.
E mentre sgranocchio questi biscotti penso a pianificare i prossimi impegni.
Sono giorni un po’ particolari questi, che si dividono tra scadenze di lavoro e preparativi per il mio matrimonio. Eh sì, a Luglio mi sposo e non so decidere se sono più felice o nervosa…più probabilmente sono un misto equo di entrambi :)!
Mentre mi barcameno tra parrucchiera, fotografo, bomboniere, prove vestito e fiorista, per le prossime settimane mi si prospetta un agenda che sembra molto simile a un piano di battaglia!
Spero di sopravvivere e di non affogare in un mare di tulle!
Adoro le meringhe. Da bambina quando andavo in panificio e
vedevo queste meringhe grandi, dalla forma irregolare e bianchissime, simili a
delle piccole nuvole candide, chiedevo a mia mamma di comprarmene una.
Nonostante gli anni siano passati, le meringhe restano per me una grande
tentazione, a cui molte volte non riesco a resistere. Paradossalmente però non
sono mai riuscita a farle a casa. Mi risultavano o troppo gommose o troppo
scure, non riuscivo a trovare il giusto equilibrio. Così mi sono lanciata il
guanto della sfida: provare a fare delle meringhe perfette. Posso dire di aver
trovato finalmente la giusta tecnica di preparazione e cottura. Credo che la
meringa all’italiana sia quella che più mi va a genio e mi dà i risultati
migliori. Fondamentale è poila cottura
in forno, che deve essere lunga e a bassa temperatura.
Ho anche giocato con gli aromi e i colori per dare un tocco in più alle meringhe. Non le avevo
mai provate con l’aggiunta di spezie o frutta secca, è stata una piacevole
scoperta.
Mai come questa volta ho capito perché questi biscotti si
chiamano brutti ma buoni. Sono stati difficilissimi da fotografare, tanto che
per un momento sono stata tentata di non postarli affatto. D’altra parte però,
sono così buoni (appunto!) che non potevo non trascriverne in queste pagine la
ricetta!
I brutti ma buoni originali richiedono una doppia cottura,
una su fuoco e l’altra in forno. Non avevo mai provato questo tipo di procedimento
prima, ma devo dire che dà ai brutti ma buoni una croccantezza e un gusto in
più. Prova ne è il fatto che sono finiti in un batter d’occhio!
Archiviato il 2014 eccoci a iniziare un nuovo anno! Le
pagine del calendario mi ammoniscono che ormai l’anno nuovo è cominciato da un
po’, il che significa che ho trascurato il mio blog da troppo tempo! Diciamo comunque
che nelle ultime settimane il mio repertorio culinario è stato davvero basic e non proprio all'altezza di essere immortalato! Finalmente però
sono riuscita a riprendere fiato e a ritagliarmi un po’ di spazio per
fare le cose che più amo, e così eccomi di nuovo qui a fotografare e a
scrivere!
La prima cosa che ho fatto è stata quella di rimettermi in
pari con la sfida della Daring Kitchen di Gennaio, che purtroppo lo scorso mese
non sono riuscita a completare. Ma non è mai troppo tardi per fare una torta,
soprattutto se si tratta di un dolce come quello proposto da Jelena di “A Kindom for a Cake”, ovvero, la Esterhazy Torte. Di origine ungherese, è
composta da strati di pan di Spagna alternati a una crema di burro molto ricca.
Il tocco finale è una glassa al limone decorata con un motivo a ragnatela che
sicuramente ognuno di voi avrà visto almeno una volta!
E’ una torta laboriosa da fare. Io ne ho fatto una versione
mini dimezzando le dosi, il che mi ha reso la vita un po’ più facile. Ad ogni
modo la soddisfazione nel vedere il risultato finale, come sempre, ripaga di
tutto!
For the month of January Jelena from A Kingdom for a Cake invited us to start this year with a dreamy celebration cake. She challenged us to make the Esterhazy cake a.k.a the Hungarian dream. What better way to start the year than with a sweet dream?