Purtroppo la mia voglia di torte non conosce stagioni e anche se mi ero ripromessa di andarci cauta con il forno, durante il periodo estivo, alla fine non ce l’ho fatta!
Però cercate di capire, è difficile resistere alla tentazione di provare quella torta al cioccolato e avocado che avevi visto qualche tempo fa e che per qualche misterioso motivo ti torna alla mente solo ora. E così non ti resta altro che andare al supermercato a comprare l’avocado, impastare e accendere il forno, non c’è scampo!!
La ricetta originale prevedeva anche un frosting al cioccolato, ma ho pensato che, viste le temperature, potevo anche farne a meno e alleggerire un po’ la torta. Così l’ho lasciata nature, con tutte le sue meravigliose crepe in superficie!!
Dopo un timido inizio l'estate è ora al suo massimo splendore. Essendo la stagione in cui sono nata sono particolarmente legata a questo periodo dell'anno e qualche giorno fa, durante una passeggiata, ho voluto immortalarne alcuni attimi. Ad accompagnarmi il mio nuovo obiettivo, un 50mm f1.4, che mi sono regalata per il mio compleanno e di cui sono già follemente innamorata!
Le piogge e le temperature miti di questi giorni mi permettono di prolungare la stagione delle tazze di tè fumante accompagnate a una fetta di torta. Il forno infatti è ancora in piena attività, in attesa di essere messo a riposo quando le giornate si faranno più calde.
Nei giorni scorsi ho provato questa torta alla salsa tahini, che volevo fare da un po’ di tempo. È una torta di origini greche piuttosto densa, con un intenso profumo di semi di sesamo tostati. Perfetta con un caffé, un bicchiere di latte o appunto una tazza di tè, la mia scelta preferita in assoluto.
Questo mese Tandy, del blog Lavender and lime, ci ha sfidato a preparare un pane farcito. Avendo la pasta madre faccio il pane circa una volta alla settimana e spesso capita che mi limiti a preparare gli stessi tipi di pane, ormai collaudati e con cui mi sento più sicura sulla loro riuscita. È stato con piacere però che ho accettato la sfida di Tandy, perché mi ha permesso di sperimentare un po’ e provare qualcosa di nuovo. Ho pensato di farcire il mio pane con pomodori secchi e capperi, con in aggiunta un po’ di concentrato di pomodoro e di pasta di harissa.
Questo mese la sfida della Daring Kitchen mi ha dato la possibilità di provare questi dolci di pasta sfoglia tipici della Bretagna, chiamati Kouign Amann. Li avevo visti per la prima volta qualche anno fa nelle vetrine delle pasticcerie di Nantes e mi erano sembrati molto invitanti, anche se purtroppo non ho avuto l’occasione di assaggiarli, cosa di cui mi sono sempre pentita!
In compenso mi ero fatta una scorpacciata di sablé breton, ma questa è un’altra storia!
Mi ero fatta l’ idea che questi Kouign Amann fossero piuttosto difficili da fare, per questo non mi ero mai azzardata a farli a casa. Invece, grazie alla ricetta suggerita da Meredith, in poche ore sono riuscita a sfornare queste autentiche delizie, fragranti e profumate di zucchero caramellato.
Questo mese Julianna ci ha sfidato a preparare gli stroopwafles. Non nascondo di aver accolto la sfida con più entusiasmo del solito. Era da anni che volevo fare questi wafles, praticamente da quando sono stata in Olanda alcuni anni fa. Gli stroopwafles infatti erano il mio snack preferito del weekend e mi accompagnavano durante le mie lunghe passeggiate in giro per qualche città olandese. Nei Paesi Bassi questo dolcetto si trova ovunque, ma i miei preferiti era sicuramente quelli fatti al momento su camioncini mobili appostati nei punti più strategici del centro. Ricordo bene le abilissime mani che in pochi secondi tagliavano una cialda sottilissima in due e la farcivano di caramello caldo, che goduria!
E così finalmente ecco arrivato il momento di provare. L’ ideale sarebbe usare una piasta apposita per stroopwafle, io ne sono sprovvista. Qualche estate fa però, durante una vacanza in Abruzzo, mi sono comprata un ferro per fare le pizzelle che si è rivelato utile, con qualche accortezza, a cuocere le cialde. La preparazione è un po’ laboriosa, ma questi stropwafle si conservano a lungo, quindi potete farne una grande quantità e gustarvi questi dolcetti per molto tempo, se riuscite a farli durare!
Capita a volte di fare quattro passi nella propria città
dopo molto tempo e di scoprire che nel frattempo ha aperto una tea room. Ma non
una tea room qualsiasi, proprio quella dei tuoi sogni: piccola e raccolta,
stile shabby chic, con dolcetti e biscotti molto english style in bella mostra
sulle alzatine e nei vasi di vetro.
Era una domenica piuttosto piovosa e fredda, quindi il
locale quel giorno era strapieno e non c’erano speranze di entrare, ma dopo
diverse settimane sono finalmente riuscita a varcare la soglia di quel posto da
favola!
Mi sono accomodata in una delle tante poltrone con accanto
un tavolino basso e mi sono assaporata con calma una tazza fumante di tè nero
aromatizzato alla pesca e giglio, accompagnato ovviamente da uno scones con
marmellata e panna molto densa (la clotted cream sarebbe stata davvero il
massimo, ma fuori dall’Inghilterra è introvabile!).
Quello scone mi ha davvero riportata indietro nel tempo,
trasportandomi al periodo trascorso in Cornovaglia, quando non perdevo
occasione per gustarmi un cream tea .
Una volta tornata a casa, presa da questa vena un po’
malinconica, ho acceso il forno e iniziato a preparare degli scones all’uvetta,
così da poter provare anche a casa il piacere del rito del tè all’inglese!
La ricetta di questi scones è di Nigella…più inglese di
così!!
Questo mese la sfida della Daring Kitchen ci porta in
Serbia. Milkica, del blog Mimi’s Kingdom, infatti ci chiesto di provare la
Katmer pie. Spulciando su internet ho scoperto che questa torta è conosciuta anche
nel resto dell’est Europa e pure in
Turchia. Milkica ci proponeva una versione dolce e una salata per questa torta.
Io ho scelto la declinazione salata, visto che sono piuttosto rare nelle sfide
della Daring.
Il ripieno era a scelta. La ricetta originale prevedeva
cottage cheese, che altro non sono che i nostri fiocchi di latte, e la bieta.
Non essendo una grande amante di questa verdura ho optato per il radicchio di
Treviso, che in questo periodo abbonda dalle mie parti!
Il risultato è davvero notevole: crosta croccante e ripieno
morbido e saporito! Un’ottima sfida, senza dubbio!