Adoro le meringhe. Da bambina quando andavo in panificio e
vedevo queste meringhe grandi, dalla forma irregolare e bianchissime, simili a
delle piccole nuvole candide, chiedevo a mia mamma di comprarmene una.
Nonostante gli anni siano passati, le meringhe restano per me una grande
tentazione, a cui molte volte non riesco a resistere. Paradossalmente però non
sono mai riuscita a farle a casa. Mi risultavano o troppo gommose o troppo
scure, non riuscivo a trovare il giusto equilibrio. Così mi sono lanciata il
guanto della sfida: provare a fare delle meringhe perfette. Posso dire di aver
trovato finalmente la giusta tecnica di preparazione e cottura. Credo che la
meringa all’italiana sia quella che più mi va a genio e mi dà i risultati
migliori. Fondamentale è poila cottura
in forno, che deve essere lunga e a bassa temperatura.
Ho anche giocato con gli aromi e i colori per dare un tocco in più alle meringhe. Non le avevo
mai provate con l’aggiunta di spezie o frutta secca, è stata una piacevole
scoperta.
Questo mese per la sfida della Daring Kitchen siamo volati
in Asia. Julie, di One-Wall Kitchen, ci ha proposto infatti di ricreare i Siopao,
dei panini ripieni di carne, tipici delle Filippine.
Questa volta quindi niente zucchero e, nonostante io prediliga
di gran lunga le “sfide dolci”, meglio ancora se richiedono tecniche di
realizzazione mai provate prima, devo dire che questa virata verso il lato
salato non mi è dispiaciuta affatto.
Questi panini sono ottimi. Ideali come merenda ma anche da
accompagnare a un piatto leggero, come una zuppa o un’insalata.
The February Daring Bakers’ challenge is hosted by Julie of One-Wall Kitchen. She challenged us to an easy, simple filled bun using no-knead dough.
Mai come questa volta ho capito perché questi biscotti si
chiamano brutti ma buoni. Sono stati difficilissimi da fotografare, tanto che
per un momento sono stata tentata di non postarli affatto. D’altra parte però,
sono così buoni (appunto!) che non potevo non trascriverne in queste pagine la
ricetta!
I brutti ma buoni originali richiedono una doppia cottura,
una su fuoco e l’altra in forno. Non avevo mai provato questo tipo di procedimento
prima, ma devo dire che dà ai brutti ma buoni una croccantezza e un gusto in
più. Prova ne è il fatto che sono finiti in un batter d’occhio!